Il Barbaresco, un vino che troppo spesso è visto come il fratello minore del Barolo, ma che in più occasioni ha dimostrato di poter competere alla pari con i più grandi. L’annata: il 1999 ovvero una delle migliori del secolo scorso, strutturata e di grande personalità, a 10 anni dalla vendemmia. Ecco i temi della serata che ha visto passare sotto i riflettori 8 Barbareschi di produttori diversi, quindi stili differenti, modernisti e tradizionalisti e soprattutto diversi cru.
La zona del Barbaresco, sempre dalla riva destra del Tanaro, si estende a nord-est rispetto alla zona del Barolo, verso il Monferrato. Le colline qui si aggirano sui 250-300 m sul livello del mare, i comuni sono tre: Barbaresco che copre il 50% circa della produzione totale, Neive con il 30% e Treiso con circa il 20%. Nell’annata 1999 sono stati prodotti 3.000.000 di bottiglie.
Vigneto Loreto Albino Rocca
Azienda fondata nel 1960, produce circa 60.000 bottiglie l’anno. Il cru Loreto (Casotto), nel comune di Barbaresco, è orientato a ovest/sud-ovest, a 280 m di altezza. Macerazione in acciaio e maturazione per 20 mesi di botte grande; del 1999 sono state prodotte 3000 bottiglie. Al visivo si presenta velato, con molto fondo. Il colore è granato scarico, non brillante. Naso molto chiuso, terziarizzato di liquirizia e tabacco. Frutto che esce a tratti, ma non molto delineato. In bocca il tannino è fitto, abbastanza aggressivo. Leggermente squilibrato verso le durezze, non eccessivamente persistente, chiusura amarognola.
Cottà Sottimano
Il 1999 è una delle prime annate prodotte di questo cru, che si trova nel comune di Neive, quasi al confine con Barbaresco, a 240-300 m sul livello del mare. Macerazione in acciaio e maturazione in barrique nuove al 50% per 18 mesi. Anche questo campione presenta particelle in sospensione. Il colore è granato scarico. Al naso manifesta inizialmente sentori animali per poi ripulirsi: frutta rossa, ciliegia in confettura e caffè. In bocca è leggermente squilibrato, con freschezza accentuata e tannino aggressivo. Non particolarmente persistente.
Camp Gros Martinenga Marchesi di Gresy
Il comune è Barbaresco e il cru confina con Asili e Rabajà. Il nome Martinenga deriva da Villa Martis, un insediamento storico, di epoca romana. L’azienda è stata fondata nel 1797; il Camp Gros è vinificato in modo tradizionale e affinato in botti da 25 hl per 25 mesi. Colore granato scarico, limpido. Naso elegante, frutta matura, confettura, erba tagliata, cipria, note mentolate, balsamiche ed eteree. In bocca è equilibrato, il tannino è fine ma ben presente, fresco e di buona lunghezza
Sorì Paitin Cascina Paitin
Il vigneto è il Serraboella, a 250-300 m con esposizione ovest/sud-ovest; fa 8 giorni di macerazione e matura 20 mesi in barrique e botti grandi. Al visivo si presenta velato, colore poco brillante. Il naso è molto chiuso, qualche nota balsamica, gomma, medicinali. Abbastanza scomposto in bocca, amarognolo, chiude tannico.
Gaja
Blend di 14 vigneti differenti tra cui Secondine, Roncagliette e Pajorè. Macerazione in acciaio e maturazione per 12 mesi in barrique e 12 mesi in botte grande. L’azienda è nata nel 1859, di questo Barbaresco produce 60-80.000 bottiglie. Colore granato scarico, brillante. Naso complesso, con sentori misti di frutta rossa e scura, balsamico, iodio, tabacco, scatola di sigari, liquirizia. In bocca è ben equilibrato, fresco, tannino fine, persistente.
Vigneto Gallina La Spinetta
Azienda in Castagnole Lanze, entra nel 1997 nel mondo del Barbaresco. Fondata nel 1977, produce 300.000 bottiglie da 67 ettari di vigneti di proprietà. Il Gallina è un cru del comune di Neive, esposizione sud/sud-ovest con altezze sui 200-250 m. Maturazione in barrique nuove al 100% per 20 mesi. Granato fitto, limpido. Al naso si riconoscono sentori di gelatina di frutta, liquirizia in radice, confetture miste. La bocca è abbastanza equilibrata, corpo ben presente, forse un po’ poco fine, chiude tannico
Rombone Fiorenzo Nada
Comune di Treiso, esposizione sud-ovest a circa 260 m di altezza. Fermentazione in acciaio e maturazione di 16 mesi in barrique. Al visivo granato, limpido. Naso molto terziarizzato con sentori di china, liquirizia in radice, tabacco. In bocca è abbastanza equilibrato, buona struttura, chiusura leggermente amarognola e tannica.
Santo Stefano Riserva Castello di Neive
L’esposizione è come il Gallina, il cru Santo Stefano si estende per 8 ha interamente di proprietà. Una quota di uve viene venduta a Bruno Giacosa che produce anch’egli il Santo Stefano. Di questa riserva sono state prodotte 12.000 bottiglie. La fermentazione avviene in acciaio, la maturazione in botti di rovere da 35 hl e una piccola parte in barrique. Colore granato scarico, brillante, limpido. Naso inizialmente floreale, violetta, fragola, molto tipico. Poi spezie, pepe bianco, erba tagliata, confettura. In bocca l’equilibrio è buono, tannino fine ma incisivo, ben presente. Ottima la struttura, persistente. In generale fine ed elegante e di buona bevibilità.
