Radicchio rosso di Treviso

Definirlo un ortaggio è riduttivo. Indicarlo come l’ unica verdura che nel periodo invernale si coltiva in campo aperto non rende l’ idea del lavoro
che richiede per arrivare sulle nostre tavole. Ben sette passaggi. Stiamo parlando del radicchio rosso di Treviso Igp, indicazione geografica protetta. Una cicoria che si coltiva in 24 comuni del Veneto, nelle provincie di Treviso, Venezia e Padova, e che prevede una rotazione triennale delle colture per preservare da muffe e insetti dannosi questo eccezionale prodotto che incontra sempre piu’ i favori dei consumatori ed è una eccezionale fonte di reddito per gli agricoltori. E’ anche per questo che il radicchio è protagonista di diverse manifestazioni nel periodo della sua produzione, da novembre sino a marzo, ad opera dei comuni del territorio, delle Pro Loco trevigiane, riunite nell’ UNPLI, della provincia e soprattutto del Consorzio di tutela, nato nel 1996, che vigila sul corretto uso delle denominazioni e sulla produzione, al fine di salvaguardare la tipicita’ e assicurare la valorizzazione commerciale.
Fra le manifestazioni piu’ importanti c’ è la Festa del radicchio rosso di Treviso a Dosson di Casier, giunta alla 28 esima edizione, che va avanti sino al 2 febbraio, con serate gastronomiche di grande livello, grazie all’ impegno degli oltre 220 volontari dell’ UNPLI e all’ eccellenza di chi lavora in cucina. Per promuovere questo ” fiore d’ inverno” come indica il titolo delle diverse rassegne organizzate dalle Pro Loco della zona,è stato predisposto anche un Press Tour che ha coinvolto la stampa quotidiana, riviste del settore, televisioni che si occupano di enogastronomia. Un giro che, avendo come base di partenza e ospitalita’ il Relais Barco Zonca, ad Arcade, ha visto il radicchio impegnato in difficili abbinamenti per la preparazione di ben 7 differenti tipi di pizza, la prima serata, presso la pizzeria ” Alciarodeluna”. Il giorno successivo si sono viste le differenti fasi di lavorazione, sino all’imbianchimento in acqua e poi alla confezione finale del prodotto, presso l’ azienda Nonno Andrea, di Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela, a Villorba. L’ azienda agricola Ca’ Mauro, di Silea, ha presentato i suoi prodotti lavorati e confezionati in vasetti. Tappa successiva l’ azienda agricola Venturin , di Visnadello di Spresiano, che alleva 250 capi di razza Frisona e lavora quotidianamente il suo latte producendo e vendendo formaggi, alcuni al radicchio. Non poteva mancare una birra artigianale al radicchio rosso di Treviso Igp, merito del maestro birraio Ivan Borsato, del micro-birrificio Casa Vecia a Camalo’.
Per concludere la giornata una cena all’ insegna del radicchio, dall’ antipasto al dolce, presso il ristorante Al MIgo’, dello chef Mirco Migotto, un locale che fa parte del Consorzio ristoranti del radicchio che, nel periodo invernale, propongono una cucina del territorio che valorizza le specificita’ locali, in questo caso il radicchio. L’ ultimo giorno il Press Tour si è concluso con una visita guidata al centro storico di Treviso e poi con la cerimonia di premiazione degli agricoltori a Dosson, nona tappa della Rassegna Fiori d’ inverno, a cura dell’ UNPLI Treviso e della provincia. Gran finale con il pranzo, ancora una volta all’ altezza
di questo straordinario radicchio rosso che per ora è venduto principalmente in Italia, anche a causa dei costi di spedizione via aereo all’ estero, ma che sfruttando nuove tecniche di conservazione potrebbe diventare un altro messaggero della qualita’ del Made in Italy all’ estero.
Renato Girello

Radicchio rosso di Treviso

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